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DI COSA PARLA DON’T LOOK UP (e perchè non mi è piaciuto)

DI COSA PARLA DON’T LOOK UP (e perchè non mi è piaciuto)

Specifico che questa recensione è quasi SENZA SPOILER, e specifico anche che è scritta di getto da una casa in montagna, quindi la grammatica è quella che è, ma su Instagram mi avete chiesto un’opinione a caldo, quindi eccola qua:

Il film sfiora argomenti veramente interessanti e attuali quali ad esempio l’incapacità della società di oggi nel rispondere ai “black swan” (ovvero gli eventi sconvolgenti e totalmente inaspettati come possono essere il COVID o le conseguenze del global warming), la privatizzazione dello spazio (Elon Musk e spaceX in testa), lo strapotere delle big tech (le grandi aziende di tecnologia come Google o Apple), le storture di un sistema mediatico ingolfato dal modello basato sulle interazioni del pubblico e sull’hype.

Dentro questo carosello di argomenti e situazioni, Don’t look up sembra però incapace di scegliere e soprattutto di arrivare ad una conclusione che abbia una qualche rilevanza, sembra tenti di additare alla superficialità come problema fondante della società di oggi: la superficialità del Presidente (presidentessa) nell’analisi del problema, quella dei media nel dare spazio agli scienziati senza di fatto ascoltarli, quella degli scienziati che si lasciano infatuare dal successo mediatico, quella del magnate che pensa solo in termini di profitto.

Dal lato narrativo il film finisce
con il compiere esattamente lo stesso errore che sta criticando: non c’è approfondimento dei personaggi (che vengono dipinti tutti come degli idioti bidimensionali, inconsapevoli e in balia di quello che succede) nè delle situazioni (vi stupiró, ma il sistema mediatico non è stupido o superficiale come rappresentato nel film, ma persegue delle logiche di profitto pericolose che andrebbero sviscerate, ma nel film non ci provano neanche), e tutto viene sempre risolto con scenette comiche (o con il finalino dei buoni sentimenti anche di fronte alla tragedia) che rendono il film davvero frustrante.

Lo stesso vale per la trama, talmente piena di cambi di direzione da produrre la sensazione curiosa che non stia succedendo davvero niente di interessante.

Credo che don’t look up abbia un ruolo e un appeal nei confronti di quella fetta di pubblico che non si sia mai occupata degli argomenti di cui il film tratta (per lo meno per far scoprire loro che questi problemi esistono), ma abbia il triste effetto collaterale di far ridere il pubblico della stupidità altrui, pensando che il problema non lo riguardi in prima persona.

In sintesi: non il grande film di critica sociale che qualcuno ci ha visto, dozzinale e fuori fuoco, ma con qualche trovata carina. Per me 6/10

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© 2019 Alessio De Santa
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