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Corti Horror che sono diventati film (p.2)

Corti Horror che sono diventati film (p.2)

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Tre corti Horror che ce l’hanno fatta

Continuiamo con la nostra rassegna di corti horror che sono diventati film, potete trovare la prima parte qui.

MONSTER (2005)

MONSTER è il corto che la regista australiana Jennifer Kent chiama “Baby Babadook“. Se non hai visto Babadook, dovresti proprio fare un salto su Chili e rimediare perchè è certamente uno dei migliori film horror degli ultimi 20 anni. Incensato da William Friedkin (il regista de L’esorcista) come “film più terrificante mai visto”.

In Babadook, l’orrore è il tormento del dubbio e del rimpianto. Una madre sola vessata dalla routine con un figlio indecifrabile e disturbante, un lutto che non si vuole superare e un demone che si svela nell’angoscia del quotidiano.

I temi e la trama del lungometraggio sono condensati in una decina di minuti in bianco e nero. Certamente l’opera non riesce a rendere in pieno l’opprimente disperazione del film, ma ci mostra comunque il germe di quella intuizione che ha voluto ben nove anni per maturare e svelarsi nella sua ricchezza.

Noi ve lo mettiamo qui sotto, ma consigliamo la visione del film prima del corto per evitare SPOILER!!!

NEXT FLOOR (2008)

Nel 2008, Denis Villeneuve, il regista di Arrival e Blade Runner 2049, vince al Toronto Film Festival il premio della critica per miglior cortometraggio canadese con NEXT FLOOR.

NEXT FLOOR non è esattamente un horror, anche se alcune scene indugiano su un grottesco che può smuovere viscerali disgusti. Il suo impianto metaforico ricorda però il prison horror The Platform dello spagnolo Galder Gaztelu-Urrutia, che nel 2019 ha vinto, sempre al Toronto Film Festival il People’s Choice Award: Midnight Madness.

Abbiamo sicuramente voluto sottolineare questa coincidenza per velleità investigative; anche se troviamo delle evidenti somiglianze che fanno pensare a una connessione tra questi due progetti. Probabilmente è soltanto merito della facile metafora comune ad entrambi i film, ma per farsi un’idea vi segnaliamo che The Platform è su Netflix.

SÉANCE (2012)

Tra tutti i corti che abbiamo visto, SÉANCE è quello che ci ha sinceramente turbato.

Per chi non mastica l’inglese probabilmente la prima parte risulterà un po’ difficile, ma l’effetto orrorifico della seduta spiritica riesce anche senza contestualizzare troppo i personaggi. Ci basti sapere che i giovani protagonisti hanno avuto un contatto poco piacevole con lo spirito di Emily, sono alle prese con una gravidanza e il trasferimento in una nuova casa, e che non prendono troppo sul serio la medium chiamata a placare la presenza…

Questo corto è stato il progetto di tesi di Zachary Beckler e infatti risulta acerbo per molti aspetti, ma è riuscito comunque a vincere diversi premi negli Stati Uniti dando la possibilità al regista di girare Interior (2014), lungometraggio nel quale ritroviamo Emily a terrorizzare una nuova coppia di vittime.

Purtroppo il film è disponibile solo negli Stati Uniti, ma Zachary ci regala un altro corto, Where is Alice?, che dovrebbe essere l’epilogo della storia, anche se narrazione rimane aperta lasciandoci con quello stesso senso di inquietudine che Séance riesce a costruire così bene.

Abbiamo scritto al regista sperando ci possa aiutare a completare la saga, nel frattempo vi diamo appuntamento al prossimo articolo: “Corti Horror: quando a ucciderti sono le tue scarpe“.

Rassegna nella quale raccoglieremo i corti horror che hanno, come protagonisti, demoniaci oggetti di vita quotidiana…

Se ve ne viene in mente qualcuno segnalatecelo nei commenti, il più spaventoso vince un copertone assassino!

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© 2019 Alessio De Santa
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